martedì 30 luglio 2019

L'UOMO SENZA NOME

Nel febbraio del 1915 nacque nel comune di Grimaldi da illeciti rapporti carnali un bambino conosciuto poi col nome di Antonio e senza essere denunziato all’Ufficio di Stato Civile.
Antonio viene raccolto ed allevato amorevolmente da Maria Caterina Parrillo, presso la quale rimane fino all’età di 17 anni. Una mattina del mese di aprile del 1932 Antonio abbraccia quella che è stata sua madre, la bacia e va in cerca di fortuna, asciugando furtivamente una lacrima. Maria invece piange a dirotto, non vorrebbe che il ragazzo se ne vada, ma sa che il mondo va così e che i figli, prima o poi, se ne vanno.

domenica 28 luglio 2019

LA COGNATINA

– Marescià! Aprite!
– Hanno ammazzato a uno a Pittarella! – le voci dei due uomini che stanno urlando davanti alla caserma dei Carabinieri di Scigliano le sera del 16 luglio 1933 non danno a nessuno dei militari in servizio nemmeno il tempo di abbottonare le camicie e ricomporsi alla meglio in quella che sembrava una serata tranquillamente noiosa
– Come? – fa il Maresciallo affacciandosi alla finestra
– A Pittarella… c’è un morto ammazzato davanti alla chiesa di San Pietro!




venerdì 26 luglio 2019

SCOSTATI CHE DEBBO AMMAZZARLO

L’urlo della giovinetta quando l’uomo le si para davanti all’improvviso non può essere sentito da nessuno perché i due sono in un luogo isolato, contrada Spasetto di Orsomarso. È il 22 maggio 1933 e il sole sta tramontando.
Le intenzioni del ventiquattrenne Paolo Parlato sono chiare, ma lui vuol fare il galante
– Ti devo possedere!
– No, non voglio… ti prego, lasciami andare… – lo implora Genoveffa Russo
– Ti devo possedere. Accetta con le buone… – insiste

martedì 23 luglio 2019

PER AMORE DEI FIGLI

È il 7 luglio 1934, a Cosenza fa caldo. Il venticinquenne Rosario Giannone manca da casa ormai da due giorni e sua moglie Divina Spadafora non sa più cosa dare da mangiare ai suoi tre bambini. Non è la prima volta che accade, a Rosario piace andarsene in giro a bere e a donne, poi torna e ad ogni ritorno dimostra il suo amore per Divina riempiendola di botte.
La giovane comincia ad essere stanca di questo stato di cose, ma sopporta tutto per amore dei figli.




lunedì 22 luglio 2019

MIO PADRE

– Concè… non sai niente? Ohi chi malanova! – dice Cherubina Malfitano di San Fili a sua cugina Concetta
– Che devo sapere?
– Mariannella… nostra cugina…
– Che ha fatto? – chiede distrattamente mentre continua a sfaccendare
– Che ha fatto? È gravida!
– E come sarà andata?
– Sarà andata che è stato tuo fratello Pasquale!
– Mio fratello? – esclama scoppiando a ridere – mio fratello è un uomo inutile, un compagno di carnevale!
CONTINUA A LEGGERE



venerdì 19 luglio 2019

L'ANGELO CUSTODE E L'IO MORBOSO

– È andato bene il viaggio? – chiede Angelina Elia a suo marito Vincenzo Spadafora, di ritorno da Crotone
– Mi ha fatto male la testa… mi fa male la testa… forse il treno… mio fratello Fedele mi voleva dare una pillola ma non l’ho voluta… mi vado a coricare… ma prima legami un fazzoletto alla testa, stretto stretto…
Angelina è perplessa, non ha mai visto suo marito ridotto in quelle condizioni. Anzi, non lo ha mai visto lamentarsi per un mal di testa! Ma Vincenzo ormai ha quarant’anni e forse è normale che cominci ad avere qualche acciacco, pensa la donna.



mercoledì 17 luglio 2019

PAURA E DELIRIO A SAN LUCIDO

A San Lucido, verso la fine dell’Ottocento, spadroneggiano alcuni malavitosi che campano di estorsioni, la camorra, e perciò sono definiti camorristi mafiosi. I peggiori tra questi sono certi Antonio Mazza e Domenico Fanella i quali non pensano minimamente di associarsi tra di loro per soggiogare del tutto il paese ma, anzi, sono acerrimi nemici e combattono una guerra non dichiarata da lupi solitari per il predominio personale. Fanella deve il suo prestigio al fatto di aver scontato sette anni di carcere per un omicidio. Non c’è bisogno che alzi la voce o le mani per ottenere il richiesto: a incutere timore bastano il suo portamento autorevole e l’omicidio commesso.

CONTINUA A LEGGERE

martedì 16 luglio 2019

PUTTANA DI TUTTI QUANTI

Fiera di Cetraro, ferragosto 1907. All’orizzonte il sole si è appena tuffato nel mare, tra poco sarà buio ma Piazza del Gigante (Piazza Umberto Primo) è ancora colma di gente. All’improvviso la detonazione secca di un colpo di rivoltella. La folla, fatta di schegge impazzite, urlando in preda al panico, cerca scampo rovesciando bancarelle, calpestando chi ha avuto la sfortuna di inciampare, qualcuno cade nella fontana monumentale posta al centro della piazza. Ferma in mezzo alla piazza c’è una donna vestita di nero con un neonato su un braccio e una rivoltella nell’altra mano.


CONTINUA A LEGGERE

domenica 14 luglio 2019

LA SENSUALE BRUTALITÀ PATERNA

Camillo, sessantenne contadino, è in casa con sua figlia Palmina, ragazza debole e mezzo paralitica. Clementina, sua moglie, ha approfittato della pioggia per andare in chiesa.
Palmina è seduta al fuoco. Suo padre la sorprende da dietro, la solleva come un sacco e se la mette su una spalla. Palmina grida, piange, tira calci, implora il padre di non farle del male perché ha capito cosa sta per accaderle.
CONTINUA A LEGGERE


venerdì 12 luglio 2019

LE BOMBE DI DON CALO'

La mattina del 12 luglio 1954 un’autoambulanza parte a sirene spiegate da una clinica palermitana, diretta a Villalba in provincia di Caltanissetta. Sta riportando a casa un anziano di 77 anni, gravemente ammalato, che ha espresso il desiderio di morire nel suo letto. Ad un certo punto del percorso, però, l’autista spegne la sirena: l’anziano è morto.
L’uomo era Calogero Vizzini, industriale dello zolfo, ricchissimo possidente agrario e, soprattutto, capo della mafia siciliana, quella mafia ancora legata al latifondo e al potere patriarcale degli agrari.
CONTINUA A LEGGERE

martedì 9 luglio 2019

ROSINA


Nicola Ciorlia, 35 anni, stuccatore di S. Lucido, tornato dopo essere emigrato in Brasile, nella notte tra il 13 e il 14 giugno 1895 perde la testa: si insinua nel letto di sua figlia Rosina
– Mio padre spense il lume e poi venne nel mio letto e mi pose quel coso col quale piscia in mezzo alle cosce, e precisamente nel luogo ove piscio pure io, però non mi fece male perché urlai. 


CONTINUA A LEGGERE

lunedì 8 luglio 2019

CORNUTO CHE NON SEI ALTRO

È da poco suonato mezzogiorno e nella caserma dei Carabinieri di Acri tutto è pronto per il pranzo, ma i colpi insistenti battuti sulla porta fanno interrompere le operazioni.
C’è una donna, molto giovane, che si tiene un fazzoletto premuto sulla parte sinistra del collo, dal quale cola del sangue. Addio pranzo.
– Verso le 10 di stamattina mio marito mi ha aggredita e mi ha colpita con la scure e poi con calci e pugni… mi sono fatta visitare dal medico… qui c’è il certificato – dice in modo concitato la ventenne Francesca Amoroso, maritata Carmine Crocco. È il 17 novembre 1932, venerdì.
CONTINUA A LEGGERE

mercoledì 3 luglio 2019

GIUSTIZIA E VENDETTA

DA LEGGERE O RILEGGERE



È il 5 luglio 1891, una domenica particolare per gli abitanti di Bianchi perché ci sono le elezioni Amministrative e si deciderà il futuro del paese per i prossimi anni.
Ma è una domenica particolare anche per la ventenne Grazia Gualtieri e il suo fidanzato, il ventisettenne muratore di Decollatura, pochi chilometri da Bianchi ma in provincia di Catanzaro, Felice Antonio Marotta: andranno al comune per la richiesta delle pubblicazioni. Basterà girare l’angolo e attraversare la piazzetta e poi si festeggerà.

CONTINUA A LEGGERE

martedì 2 luglio 2019

SEI STATO TU, PORCO!


- Marì…te ne fa caldo? – dice il ventitreenne Giovanni Lepore a Maria, dieci anni, seduta sulla soglia di casa dove c’è l’unica macchia di ombra sotto al sole a picco di mezzogiorno. È il primo luglio 1930 e in contrada Cannavali di Aiello Calabro fa caldo.

CONTINUA A LEGGERE